Stampa
Visite: 522

Salute Mentale, Disabilità, Foreste e Salute sono stati i focus della seconda giornata di #Confinicomuni, il VII convegno di montagnaterapia in corso a Parma in questi giorni, promosso da Azienda USL e dalla locale sezione CAI.
Moderata da Eleonora Cossu e Alessandro Coni, la sessione sulla Salute Mentale ha coniugato riflessioni importanti con una interessante carrellata di esperienze che dimostrano la creatività degli operatori e dei volontari, la forza delle reti e le potenzialità che le progettualità della Montagnaterapia può avere nei diversi contesti regionali.
Le considerazioni epistemologiche di Angelo Brega si sono interrogate sulla Montagnaterapia: è un approccio che risponde sia ai criteri di “terapia” che a quelli di “cura”. “Cosa c’è nel nome? - chiede Brega - anche con un altro nome la rosa avrebbe lo stesso profumo”. Recentemente lo stesso vocabolario Treccani ha inserito il termine “montagnaterapia” come “terapia basata sul rapporto che si stabilisce fra l’essere umano e la montagna, al fine di ricostruire l’equilibrio psicofisico”.
Giulio Scoppola ha sottolineato il formidabile strumento trasformativo rappresentato dall'ambiente naturale, interrogandosi sulle relazioni tra corpo, mente, gruppo eambiente nelle sessioni di montagnaterapia, dove spesso emergono insospettate competenze espressive e relazionali.
Guido Zini, riportando la sua esperienza di educatore a Reggio-Emilia, ha messo in luce alcune evidenze emerse da un questionario sottoposto agli utenti: il ritrovarsi nella natura e l’esperienza di gruppo sono le due dimensioni che gli utenti della montagnaterapia più apprezzano nella partecipazione alle attività.
Altro elemento riconosciuto da tutti: la montagnaterapia rafforza la fiducia in sé stessi e con ciò aiuta poi in una miglior gestione della quotidianità.
Anche la sessione dedicata alle Disabilità ha raccontato, sotto la guida di Sara Bosetti e Gianluca Riccardi, tante esperienze e storie che confermano la montagnaterapia come tramite per percorsi non solo riabilitativi ma anche inclusivi: da segnalare il bellissimo video del gruppo di montagnaterapia di Trento e i qualificati approfondimenti tecnici: sentieri e paesaggi si confermano parole chiave per entrare anche in questi mondi.
La serata culturale dedicata a Foreste e Salute, moderata da Livio Picchetto e Massimo Galiazzo, ha infine permesso di approfondire da tanti punti di vista l’influenza positiva che boschi e foreste possono avere sul benessere delle persone; la ricerca scientifica da un lato e la pratica consapevole dall’altro confermano una evidenza antica: l’immersione nell’ambiente naturale ci consente di  recuperare una parte importante che troppo spesso manca all’uomo moderno, il contatto con gli elementi primordiali.
In un momento di forte crescita e di grande interesse sul tema, la serata ha fornito un'utile e chiarificatrice distinzione tra Bagni di Foresta e Terapia Forestale: attività distinte ma non contrapposte in cui è importante cogliere con chiarezza le diverse finalità e le conseguenti connotazioni pratiche.
Il convegno proseguirà nei prossimi giorni, con diverse sessioni online e tornerà venerdì in presenza. Il programma e le informazioni sugli eventi sono disponibili sul sito www.confinicomuni.it, mentre le dirette integrali delle giornate di lavori sono pubblicate sulla pagina Facebook di Confinicomuni.